Perchè la musica a scuola

E’ vero, spesso abbiamo delle remore nel far iniziare i piccoli a imparare la musica; ci vediamo riflessi nello specchio deformato e un po’ mostruoso di quei genitori che “torturano” i figli con scale e arpeggi affinché diventino dei Mozart in sedicesima. No, non bisogna cadere in questo equivoco. Quando i nostri figli cominciano la scuola primaria non abbiamo dubbi sulla giustezza del fatto che debbano imparare a “leggere, scrivere e far di conto”, e se non ne hanno voglia li riprendiamo e ci preoccupiamo…Se un bambino in quinta elementare ancora incespica sulla sintassi, ci chiediamo che razza di maestri ha avuto se dopo cinque anni…

E’ normale, giusto, ovvio alfabetizzare i nostri bambini, e dovrebbe esserlo altrettanto alfabetizzarli nella lingua della musica, come l’inglese, più dell’inglese. Una lingua straniera può servire, anzi servirà sicuramente, ma non per questo pensiamo che nostro figlio dovrà diventare un interprete. La conoscenza della musica dovrebbe diventare (nella nostra testa prima di tutto) una convinzione acquisita. Conoscere la musica non vuol dire semplicemente riuscire a tirar fuori da uno strumento qualche suono ascoltabile, significa sviluppare aree del cervello, saper apprezzare e distinguere tutto ciò che risuona intorno a noi, sviluppare un metodo e una disciplina, imparare che solo lavorando passo dopo passo si ottengono risultati soddisfacenti.

Noi crediamo che la musica vada studiata, sudata, conquistata. Noi crediamo che la musica per i bambini non debba essere  appannaggio esclusivo di figli di musicisti che nascono con il violino in sala parto, noi crediamo che la musica insegni a stare con gli altri in maniera “armonica”, sapendo riconoscere il momento giusto per ascoltare e quello per suonare, sapendo andare a tempo con gli altri e senza sentire il bisogno di alzare il volume per essere i più ascoltati, sapendo sostenere ed essere sostenuti.

Crediamo fortemente nella pedagogia della musica, crediamo e sogniamo un mondo di persone buone che non “rubano il tempo” ma lo rispettano e lo aspettano.

 

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